Roccaporena

Casa natale di Santa Rita

Roccaporena

 

Roccaporena è a soli 5 minuti da Cascia.
Dopo qualche curva appare, solenne, la rocca con in cima la cappelletta.
Il borgo è piccolo e silenzioso, come tutto da questa parte dell’Umbria.

Le origini di Roccaporena si perdono nel Medioevo, quando la vita era scandita dal ritmo dell’agricoltura e della pastorizia.

Nel quattordicesimo secolo, Roccaporena vide nascere Margherita Lotti, la donna che il mondo avrebbe poi conosciuto come la “Santa degli Impossibili”.

Camminando oggi per le sue strette vie, si ha l’impressione che il tempo abbia deciso di rallentare, preservando quell’atmosfera di umiltà e devozione che caratterizzò la giovinezza di Rita, trascorsa qui come figlia, sposa e madre prima della sua entrata in convento.

 

Un’Esperienza per lo Spirito e per gli Occhi

Oltre alla componente religiosa, Roccaporena incanta per la sua integrità paesaggistica. Il borgo è attraversato dal Sentiero della Rosa, un cammino che rievoca il celebre miracolo del fiore sbocciato nel gelido inverno poco prima della morte della Santa.

Per chi cerca un turismo lento e consapevole, questo angolo di Umbria rappresenta una tappa imprescindibile dove la bellezza selvaggia della montagna si fonde con una narrazione storica che parla di perdono e resilienza.

Visitare Roccaporena significa immergersi in un’epoca lontana, dove la maestosità della natura funge da ponte verso una dimensione più intima e riflessiva dell’esistenza umana.

I testi che seguono sono presi dai cartelli informativi trovati sul posto e che rappresentano le cose da vedere, tutte legate a Santa Rita.
In rete abbiamo trovato più o meno le stesse informazioni, ma queste ci sono sembrate più sintetiche e complete.

IL SANTUARIO
Costruito su disegno dell’architetto torinese Oreste Della Piana, fu consacrato e aperto al culto nel 1948.

Nel quadriportico antistante la facciata, al centro della fontana, c’è la statua di Santa Rita vestita da popolana. È opera dello scultore Venanzo Crocetti di Roma (1968).

Due cappelle affiancano la navata centrale. Il mosaico nell’abside, eseguito da Righini-Politi ed inaugurato il 18 giugno 1967, raffigura: il Crocifisso, l’Addolorata, Sant’Agostino, San Nicola da Tolentino, Santa Rita, San Giovanni Battista e San Montano.

L’ORTO DEL MIRACOLO
Il 30 ottobre 1526 la Commissione per la Causa di beatificazione si recò presso l’orticello che si dice appartenne a Rita e vi trovò l’albero di fico.

L’effettiva presenza di quell’albero, quello che la tradizione asserisce essere lo stesso del miracolo dei fichi invernali, fu comprovata dai giudici dinanzi a testimoni.

L’Orto del miracolo è situato in un fazzoletto di terra fertile e scosceso, denso di cespi di rose. All’interno, un bronzo dello scultore romano Rodolfo Maleci (1941) rappresenta la Santa gravemente malata con la cugina china su di lei che ascolta dalla sua flebile voce l’ultimo desiderio: «Portami una rosa e due fichi dal mio orticello di Roccaporena»>!

La parente sorrise a simile richiesta: nel mese di gennaio, infatti, non è possibile trovare a Roccaporena una rosa fiorita e dei fichi.

Ma, recatasi nell’Orto, la cugina trovò veramente quanto Rita desiderava. Una scritta del 1600 ricorda l’avvenimento.

MANTO DI SANTA RITA
Il manto di Santa Rita fu conservato da don Attilio De Sanctis, per molti anni parroco di Roccaporena: <<…nel 1626 Don Attilio mostrò e fece vedere alla commissione della causa di beatificazione “una veste fatta di pelle, consunta dagli anni, lacerata in molte parti dai fedeli, che la gente chiama il pelliccione della Beata Rita, affermando di aver avuta tale veste da Lucia di Giovanbattista, una donna che vantava qualche legame di parentela con la Santa.

Le partorienti si servivano di quella veste di pelle pro facilitandu partu, e gli ammalati pro recuperanda sanitate>>.
(cfr. S. Rita da Cascia, Mario Polia ed. San Paolo, pag. 220)

LA CASA NATALE
Gli atti del processo di beatificazione non forniscono dati certi circa la casa in cui Rita venne alla luce.

Il Cardinale Fausto Poli (nato ad Usigni, Poggiodomo, uomo di fiducia di Papa Urbano VIII) quando decise di istituire a Roccaporena un luogo di culto pubblico in cui fosse venerata Rita, fece riadattare a cappella la casa maritale, segno evidente che quella natale non esisteva più, forse distrutta dal sisma del 1599.

Il primo a fare menzione della «casa dove nacque la Beata» fu padre Nicola Simonetti da Maltignano, uno dei primi biografi della Santa.

Questi, nel 1697, dopo aver visto quella maritale trasformata in cappella, individuò la casa natale, che manteneva l’antico nome di “casa dei Mancini”. All’interno è conservato il “Manto di Santa Rita”.

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