Trevi

Il borgo a chiocciola che ispirò Giacomo Leopardi

Trevi

 

Situato tra Foligno e Spoleto, nel cuore dell’Umbria, il piccolo borgo di Trevi offre il suo secolare spettacolo a chiunque passi per la Via Flaminia sottostante.

Il borgo, adagiato sulle pendici di un colle, si affaccia sulla Valle Spoletana dominandola dall’alto.
A fare da antichi guardiani alle sue spalle, i due monti Serano e Brunette, mentre sconfinati uliveti e rigogliosi alberi accerchiano le colline e le alture tutt’attorno fino al piano, dove scorre placidamente il limpido fiume Clitunno.

Anche il celebre poeta Giacomo Leopardi durante uno dei suoi viaggi verso Roma, fu rapito dall’ammaliante spettacolo di Trevi, e come la musa inebria l’artista di emozioni e sensazioni, così anche Trevi ispirò i versi del poeta, che la descrisse ammirato definendola “uno scenario di tetti librati in aria” ed “un incantesimo per il viandante che passa”.

Così questo piccolo borgo di circa 8.000 abitanti si trasformò per un istante fisso nell’eterno, in una bianca tela sapientemente dipinta dalle abili mani di un artista.

Ma se questo è lo scenario che si staglia davanti agli occhi di chi si ferma ad osservare dal basso, ben altro si trova di fronte chiunque decida di varcare le porte del borgo per addentrarsi alla sua scoperta.

L’incanto comincia mentre si sale al paese, ancor prima di giungere a destinazione, percorrendo la strada panoramica che costeggia la collina cinta da fitti uliveti argentei.

Man mano che si sale, ciò che sta in basso si fa sempre più piccolo, finché la pianura si manifesta chiara e limpida allo sguardo: è soltanto l’inizio di un incanto più profondo.

Passeggiando per le stradine del piccolo centro, diversi sono i punti panoramici che si possono incontrare: primo tra tutti le mura della città, dove si trova un vecchio torrione medievale adibito oggi a terrazza panoramica; c’è poi la cosiddetta “rotonda di San Martino”, situata leggermente fuori le mura e dalla quale si può ammirare anche il profilo della stessa Trevi da un punto di vista davvero caratteristico.

Ed infine Villa Fabri, gioiello architettonico seicentesco oggi proprietà del comune.

La Villa, un tempo residenza privata, si compone di un edificio centrale completamente affrescato all’interno, e da tre livelli di giardini terrazzati che si aprono rigogliosi di fronte allo sconfinato panorama della valle e delle montagne, che a confine con il cielo disegnano dolci saliscendi.

Lì, al di sotto di quel cielo che sembra infinito, suona la musica più dolce che ci sia: quella quella delle fronde degli alberi mosse dal vento.
Una melodia che ricorda l’eco di un’orchestra ancestrale.

Ma Trevi non è soltanto paesaggi e panorami, bensì anche storia, quella che si percepisce scorrere viva tra le pietre dei palazzi e lungo le vie della città.

Sembra di tuffarsi nell’epoca medievale quando si arriva in Piazza Mazzini, la centralissima piazza del borgo dove svetta fiera sugli altri edifici la Torre Civica.

È però addentrandosi tra i caratteristici “vicoletti” che si percepisce appieno quanto il tempo sembri cristallizzato. Mosaici, affreschi, ex voto, porte murate, sono indelebili firme lasciate da chi, secoli fa, scrisse inconsapevolmente la storia della città.

Poco distante da Piazza Mazzini si trova il Complesso Museale di S. Francesco e della Civiltà dell’Ulivo, che con accurata dedizione custodisce ogni tassello che compone le radici di Trevi, dal paleolitico all’attualità, dall’epoca romana alla civiltà contadina.

Grandiosi pezzi di estremo pregio storico artistico sono vanto della collezione del museo, come la Madonna con il Bambino risalente al periodo giovanile del Pinturicchio.

Presso il Santuario della Madonna delle Lacrime, situato ad un paio di chilometri dal centro, è presente un affresco di Pietro Vannucci detto il Perugino, terminato nel 1522 e raffigurante il tema dell’ Adorazione dei Magi.

Trevi, uno dei Borghi più Belli d’Italia, rappresenta appieno lo spirito più autentico dell’Umbria e delle genti che hanno vissuto qui secoli orsono. È un luogo ricco di storia, arte, cultura, ottima gastronomia locale e bellezze naturalistiche.

La sua posizione centrale e sopraelevata la rende facilmente raggiungibile ma caratteristica e unica allo stesso tempo, capace di regalare forti emozioni e meravigliose scoperte.

Un piccolo gioiello incastonato tra le colline.

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